Dall’inizio del 2022, il prezzo dei diamanti naturali tagliati è diminuito di circa il 40%, un calo più accentuato di quanto visto nel decennio precedente. Questa flessione è legata a un contesto economico delicato, a una troppa produzione mineraria e a scorte elevate nei centri di taglio. Resta da capire se sia solo un calo temporaneo o se stiamo assistendo a un cambio di rotta.
Per decenni i diamanti sono stati considerati un lusso per pochi. Negli ultimi 80 anni, però, la loro popolarità è cresciuta notevolmente. Già dagli anni ’70, le pietre sotto i 5 carati vengono valutate con le “4 C” (caratura, purezza, colore e taglio), dando vita a listini prezzi standard. Con l’avvento di Internet, anche i non addetti ai lavori hanno cominciato a consultare questi listini, trasformando i diamanti in prodotti quasi “commodity”. Se tutti conoscono il prezzo, il brand diventa l’unico vero elemento distintivo, e i prodotti poco differenziati finiscono per competere al ribasso.
Circa 25 anni fa, De Beers si è posta una domanda cruciale: “Come trasformare qualcosa percepito come necessario (o quasi come una commodity) in un bene di lusso dal valore di marca riconoscibile?” Per i diamanti naturali, la soluzione non è ancora del tutto chiara, mentre i diamanti sintetici sembrano offrire risposte più solide.
Un brand a sé stante
I diamanti sintetici si sono affermati come alternativa valida e moderna. Pur avendo proprietà chimiche e fisiche molto simili a quelle dei naturali, nascono in laboratorio con un approccio che unisce lusso e attenzione all’ambiente. Madestones, tra i principali operatori europei, sottolinea che i diamanti sintetici ormai possiedono un’identità autonoma, non per forza legata alle grandi firme. Chi li sceglie lo fa perché aggiungono un tocco di innovazione e valore.
Un esempio concreto è Pandora, gioielleria con sede a Copenaghen, leader del settore a livello globale. L’azienda ha registrato un aumento annuo delle vendite del 18% e prevede un’ulteriore crescita compresa tra l’8% e il 10%. Tra i motivi principali spicca l’incremento dell’87% nelle vendite, frutto del lancio di una linea di gioielli con diamanti sintetici. Presentando la sua collezione “lab-grown” a settembre scorso, Pandora ha attirato molta attenzione soprattutto negli Stati Uniti, il mercato più importante, con un +16% delle vendite. Di conseguenza, le azioni dell’azienda sono salite di oltre l’80% negli ultimi 12 mesi.
Il “positivo effetto alone”
Parliamo di “positivo effetto alone” per indicare la capacità dei diamanti sintetici di catalizzare l’attenzione sul settore e di offrire un’immagine favorevole a chi li commercializza. Nel caso degli anelli di fidanzamento, per esempio, molte coppie cercano un oggetto che simboleggi l’amore ma che sia anche rispettoso dei valori etici e ambientali. I diamanti sintetici rispondono a queste necessità, poiché a parità di brillantezza hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli estratti.
Oggi la personalizzazione è fondamentale. Design particolari, pietre originali e colori meno convenzionali sono sempre più richiesti. I diamanti sintetici “Cut for You” si inseriscono alla perfezione in questa tendenza, perché possono essere coltivati e tagliati secondo le preferenze del cliente, offrendo un’esperienza di acquisto davvero su misura.
Nuove modalità di acquisto

Un tempo i diamanti venivano spesso visti come un investimento o uno status symbol. Ora, questo aspetto si è parzialmente ridimensionato, complici le fluttuazioni dei prezzi dei diamanti naturali e l’attenzione crescente per l’etica di produzione. Molti scelgono i sintetici anche senza un’occasione particolare, attirati dai prezzi più accessibili e dal fascino che rimane intatto. Questo ha allargato la platea dei clienti, incluse donne che acquistano gioielli come accessori di moda, favorendo una fidelizzazione prima poco diffusa.
Se in un punto vendita sono proposte entrambe le opzioni, circa il 60% dei clienti preferisce i sintetici. Molti, inoltre, puntano su carature più alte, passando in media da 0,6 a 2 carati. È la dimostrazione che non si tratta più soltanto di un’opzione low-cost, ma di un prodotto competitivo a livello di qualità.
Uno sguardo al futuro
Il calo dei prezzi dei diamanti naturali potrebbe non essere un episodio temporaneo. Diversi analisti sostengono che il settore possa riprendersi se la domanda di gemme naturali certificate dovesse restare stabile o perfino aumentare, ma la rapida diffusione dei sintetici complica il quadro. In tanti pensano che la concorrenza tra naturali e sintetici avrà un impatto crescente sia sui prezzi sia sulle abitudini di acquisto. Con un’attenzione sempre più alta verso i temi sociali e ambientali, bisogna capire come il mercato tradizionale saprà reagire.
I sintetici, al contrario, offrono una prospettiva diversa: sono frutto di tecnologie avanzate, presentano un impatto ambientale più lieve e rendono i gioielli più accessibili a chi, in passato, non avrebbe considerato i diamanti. Il “positivo effetto alone” si trasferisce anche ai consumatori, trasmettendo un’idea di modernità e rispetto dell’ambiente.
Se i diamanti naturali dovranno fare i conti con prezzi oscillanti e incertezze, non è da escludere che i sintetici guadagnino ulteriore spazio, ridefinendo il concetto di lusso che circonda queste pietre.
In definitiva, il mondo dei diamanti si trova a un punto di svolta. I sintetici hanno già cambiato la percezione del pubblico e le modalità di acquisto. Rimane da capire se il calo dei naturali sia solo un passaggio o l’inizio di una trasformazione più ampia. Quel che è certo è che il successo dei sintetici — insieme al loro fascino e alla maggiore sostenibilità — continuerà a influenzare l’intero mercato, con effetti potenzialmente duraturi su tutta la filiera dei preziosi.
Recensioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le due parti. Informazioni riservate a un pubblico maggiorenne.





