Attualità - 31 marzo 2025, 08:47

Sanremo: sabato scorso al Floriseum prima iniziativa della rassegna “Frammenti di cura” dal titolo “L’assalto al territorio e l’impoverimento delle comunità”

E’ stata l’occasione per affrontare e riconoscere le trasformazioni che stanno avvenendo nel nostro territorio ma anche le minacce che comportano

Sanremo: sabato scorso al Floriseum prima iniziativa della rassegna “Frammenti di cura” dal titolo “L’assalto al territorio e l’impoverimento delle comunità”

Si è svolta sabato scorso, al Floriseum di Sanremo, la prima iniziativa della rassegna “Frammenti di cura” dal titolo “L’assalto al territorio e l’impoverimento delle comunità”, con l’intervento di Stefano Risso. E’ stata l’occasione per affrontare e riconoscere le trasformazioni che stanno avvenendo nel nostro territorio ma anche le minacce che comportano. La rendita urbana, come processo di valorizzazione del territorio o di porzioni di città, diviene sempre più un serbatoio di arricchimento per pochi. Sta avvenendo nelle grandi città come nelle realtà minori e la nostra Riviera non è esente. L’occasione di grandi eventi, Expo o manifestazioni che comportano un esorbitante flusso di turisti come il Festival, possono diventare motore per l’economia locale ma anche trasformazione del tessuto urbano, rischiando di rompere l’equilibrio che da sempre governa le città, tra le esigenze produttive e i bisogni delle comunità.

Dati della Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari testimoniano una crescita generalizzata del valore degli immobili a Sanremo, con una quota della vendita pari al 75% -compratori a maggioranza stranieri- destinata agli affitti brevi e turistici. Stessa sorte per i locali commerciali dove si registrano impennate nelle aree pedonali. Mentre crescono le attività che chiudono, entrano in agonia altre zone del commercio come il mercato annonario e dintorni (il rapporto annuale Movimpresa riporta ad Imperia un segno negativo per imprese commerciali, industriali e agricole). Non è dunque tutto oro quello che luccica per un’economia che al momento è ancora in mano ad operatori locali ma che apre la strada all’ingresso di imprenditori di dimensione sempre maggiori e sempre più slegati alle esigenze e peculiarità del territorio. La gentrificazione della Pigna, le modifiche al PUC per consentire aumenti volumetrici e grattacieli di 15 piani e il restyling del PortoVecchio possono far parte di un disegno di cambiamento della città ma anche il rischio di svuotamento e trasformazione dell’identità storica e culturale.

L’assalto al territorio è anche quello dei parchi eolici, che minacciano di cancellare tradizioni storiche e socioculturali. E’ evidente che l’emergenza ecoclimatica impone un cambiamento di rotta, ma non a spese del paesaggio e dell’economia ecoturistica di un intero comprensorio. Il Ponente ligure non ha il vento del nord Europa (certificato dall’Atlante eolico italiano), non offre quindi particolari attitudini allo sfruttamento energetico, in termini di producibilità specifica.  L’eolico selvaggio nasce dunque da un peccato originale: la disponibilità di incentivi spropositati prima ancora di una qualsivoglia programmazione e regole, alimentando il fondato sospetto che si possa trattare di operazioni di speculazione energetica.

Un’altra forma di speculazione sulla salute e sulle cure della collettività è quella perpetrata da INAIL per il ruolo assunto nell’edilizia sanitaria, a Taggia come a Genova, Torino, Livorno e nel resto del Paese. Mentre cresce urgente la richiesta di investimento nella prevenzione, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro si concentra sul finanziamento di opere di edilizia sanitaria, come un qualsiasi soggetto interessato ad operazioni immobiliari. A fronte di gravi carenze organizzative, di prestazioni sanitarie e di personale, stride il progetto di un ospedale unico per il Ponente come soluzione alle vere emergenze del sistema sanitario pubblico, ancor più se realizzato ex novo nel verde della piana del torrente Argentina, in un bacino idraulico esondabile e soggetto al rischio geologico della falda.

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