Lunghi anni di ricerche archeologiche di superficie hanno aperto interessanti prospettive per una più completa comprensione del periodo Neolitico in Liguria e più in generale nell'estremo Ponente Ligure, dove la scoperta di centinaia di reperti archeologici impongono una radicale revisione del paesaggio preistorico. “Un tesoro – evidenziano i ricercatori di ‘ArcheoNervia’ - che dovrebbe essere valorizzato con la realizzazione di un parco archeologico e la creazione con i reperti amovibili di un museo di preistoria”.
“Da oltre un anno – proseguono – abbiamo inviato una mail documentabile alla segreteria del ministro dei Beni Culturali Franceschini ed all'assessore alla cultura della Regione, Gianni Berrino, con un elenco dettagliato dei reperti scoperti sul territorio suggerendo la necessità di valorizzare questo tesoro archeologico senza mai avere avuto una risposta. Ci sentiamo però ottimisti, perché abbiamo motivo di credere che, se al momento i tempi non sono ancora maturi, tra due o tre generazioni questa suggerimento verrà riesumato e recepito per dare una offerta culturale in più ai turisti, creare posti di lavoro e far conoscere alla gente dell'estremo Ponente ligure le proprie radici”.
Ogni angolo del territorio oggetto delle ricerche, si ‘inciampa’ nella storia e rivela con sorprendente continuità le prime tracce di architettura monumentale megalitica dei nostri lontani progenitori spesso liquidata come un fenomeno irrilevante, marginale di poca importanza che invece è riconducibile ad una civiltà organizzata che ha superato i millenni. Recenti indagini svolte tra la fitta vegetazione boschiva di Monte Bignone, tra squarci di luce e un paesaggio che offre sempre grandi emozioni, ci ha portato alla scoperta di un Semidolmen, tomba preistorica particolarismo prettamente locale realizzata con un blocco di roccia enorme di copertura addossato a una parete rocciosa.
Poco distante è stato scoperto un menhir di 148 cm di altezza, rivolto a catturare i primi raggi del mattino dall'organo supremo che detta e regola la vita sulla terra, l'inizio del ciclo della produzione, i giorni del freddo, del calore, della nascita e della morte della natura e su una parete rocciosa un petroglifo che farebbe pensare ad una incisione antropomorfa, croce con una piccola coppella a lato, ma che in realtà si innesta pienamente nel contesto iconografico dei petroglifi della Valle delle Meraviglie.