Attualità - 02 agosto 2016, 07:51

Querelle sul principe 'autoproclamato' Nicolas: 'SeborgAmerica' sostiene il Principe Marcello 1°

"Il mio sentimento verso Seborga è sincero. Non vorrei offendere i seborghini sostenendo una causa lontana dal popolo seborghino e obiettivamente impossibile da un punto di vista legale”.

Querelle sul principe 'autoproclamato' Nicolas: 'SeborgAmerica' sostiene il Principe Marcello 1°

Continua la diatriba sul Principato di Seborga, dopo l’autoproclamazione di Nicolas 1°. Il Direttore Esecutivo di ‘SeborgAmerica’, il Prof. Aníbal Gotelli, ha presentato le dimissioni al posto di ‘Incaricato di Missione’ del sedicente principe Nicolas di Seborga. Ha anche riferito che la sua organizzazione ha ritirato il suo sostegno.

“Ho ricevuto informazioni dirette di Seborga – dice Gotelli - dove ho potuto verificare e confermare che il governo del Principato eletto nel 2010 è ancora legalmente costituito e operante nel territorio di Seborga. Ho ricevuto  prove concrete che il governo del Principato di Seborga completamente funzionale. Il trono ed il Consiglio della Corona non sono vacanti come ci era stato informato da parte dell'amministrazione Mutte. Grazie alle informazioni ricevute, ho visto con chiarezza assoluta che gli Statuti Generali di Seborga, adottati nel 1995, non prevedono la destituzione del Principe; l’unico modo per cui il Principe può cessare dalla sua carica è per sua volontaria rinuncia (abdicazione). Ho potuto costatare che il Principe Marcello prosegue in ufficio e terminerà legalmente il prossimo aprile. Ho potuto confermare che come il Principe e il Consiglio della Corona sono in carica, il Principe Marcello sarebbe stato deposto da una sola persona, in maniera del tutto illegittima, non sono state svolte elezioni di alcun tipo e ci si è basati su una Costituzione non votata dai Seborghini. Il Regolamento degli Statuti Generali dice con tutta chiarezza che gli Statuti e il Regolamento possono essere riformati ‘da non meno di due terzi dei cittadini riuniti in seduta plenaria del Parlamento Generale del Principato di Seborga’. Il mio sentimento verso Seborga è sincero. Non vorrei offendere i seborghini sostenendo una causa lontana dal popolo seborghino e obiettivamente impossibile da un punto di vista legale”.

Redazione

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