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Economia | 17 ottobre 2026, 12:25

Caro energia senza tregua sulle piccole imprese di Imperia

CNA Imperia al Governo: misure sui rincari e un miliardo l’anno per l’autoproduzione. Vazzano: «Le imprese devono poter investire, non lavorare per pagare le bollette».

Caro energia senza tregua sulle piccole imprese di Imperia

Il caro energia continua a sottrarre risorse alle piccole imprese e rischia di frenare investimenti e occupazione anche nel Ponente ligure. CNA Imperia rilancia l’allarme della Confederazione nazionale e chiede al Governo interventi con risorse, tempi e destinatari definiti: contenere il peso dei rincari e mettere artigiani e piccole attività nelle condizioni di produrre una parte dell’energia che consumano.

Secondo lo scenario elaborato da CNA, il conto complessivo di carburanti, elettricità e gas per famiglie e imprese italiane potrebbe raggiungere circa 206 miliardi di euro nel 2026, nell’ipotesi di prezzi finali medi superiori del 20% rispetto al 2025. Sarebbero oltre 33 miliardi in più rispetto ai 172,5 miliardi stimati per lo scorso anno e un livello superiore ai 202 miliardi del 2022. In questo scenario, l’aggravio medio annuo nazionale supererebbe i 500 euro per famiglia e i 4.500 euro per impresa. Sono proiezioni nazionali, non un consuntivo né una stima specifica per la provincia di Imperia.

«Da tempo denunciamo una pressione che sta diventando la spada di Damocle delle micro e piccole imprese – dichiara Luciano Vazzano, Segretario di CNA Imperia –. Chi gestisce un laboratorio o un’attività artigiana deve poter calcolare i costi, formulare un preventivo e decidere un investimento. Se energia e carburanti continuano a erodere i margini, questa possibilità viene meno. Non possiamo chiedere alle imprese di essere competitive e poi lasciare che una parte crescente del loro lavoro serva soltanto a pagare le bollette».

Nel territorio imperiese il problema attraversa filiere diverse: dai forni alla pasticceria e alla gelateria, dai frantoi ai laboratori di trasformazione alimentare, dalle officine alle lavanderie, fino alla ristorazione e ai servizi per l’ospitalità. Cottura, refrigerazione, lavorazioni e conservazione richiedono energia che non si può comprimere senza incidere sulla produzione e sulla qualità del servizio. A questo si aggiungono i carburanti per consegne, approvvigionamenti e spostamenti di artigiani e manutentori tra la costa e l’entroterra.

«Per il nostro territorio c’è anche una questione turistica – prosegue Vazzano –. Lavoriamo per distribuire le presenze durante tutto l’anno, ma tenere aperti alberghi, ristoranti, negozi e servizi deve essere economicamente sostenibile anche nei mesi di minore affluenza. E quando le famiglie spendono di più per luce, gas e carburanti, hanno meno risorse per gli acquisti nelle attività locali. Il rincaro colpisce le nostre imprese due volte: aumenta i costi e indebolisce la domanda».

Il dato sui carburanti rende evidente la pressione: nei primi otto mesi del 2026, secondo CNA, a livello nazionale i volumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, mentre la spesa è cresciuta del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Consumare meno, dunque, non è bastato a spendere meno.

Per CNA Imperia la risposta deve tradursi in cinque interventi precisi:

Fondo per l’autoproduzione. Inserire nella prossima legge di bilancio, come richiesto dal presidente nazionale CNA Dario Costantini, un miliardo di euro l’anno per piccoli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione delle micro e piccole imprese. Servono contributi accessibili anche agli investimenti di dimensioni contenute e procedure proporzionate alla struttura delle aziende.

Sostegno mirato contro i rincari. Prevedere aiuti temporanei commisurati agli aumenti documentati e al peso dell’energia sui costi aziendali, includendo le piccole attività dei servizi e della produzione. Sui carburanti, intervenire sulla componente fiscale per attenuare l’impatto su chi utilizza mezzi per lavorare.

Credito per realizzare gli investimenti. Affiancare ai contributi garanzie e finanziamenti agevolati per impianti, accumuli e attrezzature più efficienti. Un incentivo deve essere utilizzabile anche da chi non dispone subito della liquidità necessaria per anticipare la spesa.

Tempi certi e accesso anche senza un tetto proprio. Semplificare autorizzazioni e connessioni, nel rispetto delle tutele paesaggistiche, e favorire autoconsumo condiviso e comunità energetiche. Vanno considerate anche le imprese in affitto o insediate nei centri storici, che non possono installare direttamente un impianto.

Un impegno operativo in Liguria. Alla Regione CNA Imperia chiede bandi per efficienza energetica e autoproduzione con risorse dedicate alle micro e piccole imprese; a Comuni e soggetti competenti un confronto su spazi idonei, procedure e progetti condivisi. Occorre coordinare gli strumenti disponibili con il coinvolgimento della Camera di Commercio e delle associazioni di rappresentanza.

«Chiediamo al Governo di dare risposte già nella prossima legge di bilancio e alle istituzioni territoriali di fare la propria parte – conclude Vazzano –. Servono misure che si traducano in minori costi e investimenti realizzabili. Difendere le piccole imprese di Imperia significa tutelare lavoro, competenze e servizi che tengono vivi i nostri centri e i paesi dell’entroterra. L’energia deve consentire di produrre e crescere, non diventare un ostacolo alla continuità dell’attività».

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