Buongiorno Signor Direttore,
purtroppo ci rendiamo conto, da un po’ di tempo, che la parola “spreco” sembra essere uscita dal vocabolario di uso comune.
Lo ricorda, in modo doloroso, la vicenda del parcheggio interrato di piazza Eroi.
I danni arrecati alla comunità e ai commercianti della zona sono sotto gli occhi di tutti, mentre le elargizioni a parziale ristoro risultano risibili e persino insultanti.
Perché, ogni volta che si avvia un’opera pubblica, si sa già che i cronoprogrammi non saranno rispettati e che i costi verranno ampiamente superati?
Oggi, il danno iniziale viene amplificato, e nessuno, apparentemente, ne ha la colpa.
Anziché vigilare sulla spesa pubblica – che ricordiamo, è denaro dei cittadini – si cade, puntualmente, dal pero. E così, invece di ricevere complimenti per aver completato l’opera in anticipo, ci ritroviamo costretti ad aggiungere fondi, come se fosse la normalità.
Nessuno sembra indignarsi, a parte i commercianti, che ogni giorno assistono a un lento e penoso tran tran, tra disagi, perdite economiche e promesse rimandate.
Forse non hanno tutti i torti quelli che si oppongono “a prescindere” e non si fidano più di chi parla di progresso. Perché, se questi sono i costi, forse è davvero il caso di fermarsi a riflettere.