Ha avuto un successo inaspettato la conferenza, con protagonista l’ammiraglio Giuseppe Telmon, sanremese di adozione, relativa al naufragio della nave mercantile London Valour, avvenuta nelle acque del porto di Genova durante il mare in burrasca del 9 aprile 1970. La nave britannica si trovava ancorata in rada davanti alla diga foranea 'Duca di Galliera', sorpresa da un mare molto forte con onde altissime. Per diverse ragioni l’equipaggio non riuscì ad avviare i motori, che priva in governo si andata a schiantare contro la diga. La nave venne varata nel 1956, di 24.700 tonnellate, lunga 180,8 metri e larga 9,82, 56 membri di equipaggio. Il Myday lo lancio via radio alle ore 14:30.
L’intervento di soccorso compiuto dalla motovedetta CP233 della Capitaneria di Genova, l’unica a raggiungere lo scafo, fu una delle operazioni di soccorso più difficili mai condotte dalle Capitanerie di Porto. Il Tenente di Vascello Giuseppe Telmon ed i suoi sette uomini furono poi insigniti, per il loro gesto eroico, con la Medaglia al Valore di Marina, d’Oro per il comandante, d’Argento per l’equipaggio. Questi uomini misero infatti in grave pericolo la propria vita, riuscendo a portare in salvo ben 26 persone.
Alla presenza di quasi un centinaio di persone, hanno assistito con interesse, non senza diversi momenti vissuti con commozione, al racconto dettagliato fatto dell’ammiraglio Telmon, che nell’occasione, era comandante della motovedetta CP 233.
L’evento è stato organizzato dal Consolato del Mare di Sanremo (presente con una dozzina di membri, guidati dal presidente avvocato Gianluigi Davigo), l’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Gruppo 'SDT Lorenzo Vesco' di Sanremo; presente anche loro con una dozzina di membri, guidati dall’ammiraglio Giuseppe Borelli, per l’occasione anche ottimo conduttore e presentatore dell’incontro), e dal Club per l’Unesco di Sanremo, presente con il suo segretario Pier Franco Molinari e numerosi altri collaboratori.
Nel corso della conferenza non sono mancati momenti di riflessione e, soprattutto, di commozione. Da sottolineare interventi di numerosi partecipanti:
Marco Corvara, genovese trapiantato nella nostra città, ha esordito raccontando che il giorno del triste naufragio, all’epoca 22enne, transitando proprio sul litorale non ha potuto che osservare le fasi concitate del recupero naufraghi, un ricordo turbato da emozione e che resterà indelebile per tutta la vita.
Flaminio Saglietto, skipper ed oggi dipendente del Gruppo Amer, ha voluto ringraziare l’ammiraglio Telmon per il racconto con particolari, che non ha potuto lasciare indifferente l’intera platea.
Andrea Amici, sommozzatore dei Vigili del Fuoco, ha mostrato con orgoglio una targa commemorativa con dedica e riproduzione del profilo della motovedetta CP 233, ricevuta all’epoca.
Nicola Pomes, anziano maresciallo capo della Capitaneria di Porto di Sanremo e poi di Imperia, anche ex maratoneta, oggi 86 anni, ha ricordato con estasi momenti particolari della figura dell’ammiraglio Telmon.
Gustavo Ottolenghi, medico, pluri encomiato a Sanremo, e non solo, ha ricordato che all’epoca con l’ammiraglio Telmon hanno partecipato al medesimo corso di studio per l’ammissione nella Marina Militare italiana: lui, poi promosso Tenente di Vascello, al corso Sanità, mentre l’ammiraglio Telmon nello Stato Maggiore.
Da rilevare altri interventi, non considerati minori.
Merita precisare che a seguito della triste esperienza del salvataggio dei naufraghi della London Valour, lasciato l’incarico presso la Capitaneria di Genova, il futuro ammiraglio Telmon venne trasferito a Roma per un nuovo incarico, dove contribuì alla costituzione “modena” dell’organizzazione delle motovedette di salvataggio. Il cantautore Fabrizio De Andrè realizzò nel 1978 il brano “Parlando del naufragio della London Valour”, della durata di 4:42.