"Il testo, evidentemente ispirato dal sindaco Gibelli, costruisce una storia del tutto distorta rispetto a quanto effettivamente avvenuto. Non è la prima volta e, temiamo, non sarà l'ultima. Il talento di Gibelli nel fornire versioni particolarmente ardite è noto e anche in questa occasione il Sindaco non si è smentito. Oggi vogliamo dare la nostra versione dei fatti, che probabilmente ci troveremo costretti a sostenere anche in altre sedi" - dice il consigliere comunale di minoranza Maurizio Morabito commentando l'articolo uscito lo scorso 18 marzo sulla scelta dell'opposizione di abbandonare l'aula durante il consiglio comunale di Camporosso, seduta convocata proprio su richiesta della minoranza.
"Il 26 febbraio, difatti, il nostro gruppo consiliare ha presentato una richiesta di convocazione del consiglio comunale, sottoscritta da quattro consiglieri" - afferma Morabito - "La richiesta era accompagnata da un ordine del giorno di cinque punti, con il quale si voleva investire l'organo consiliare di una serie di problematiche dei plessi scolastici, recentemente emerse a seguito di sopralluogo dei vigili del fuoco e di segnalazioni del dirigente scolastico. Oltre a ciò, si proponeva una discussione sullo stato di realizzazione dei progetti per la costruzione della nuova scuola elementare di via Kennedy e dell'asilo nido".
"Si tratta di argomenti evidentemente importanti che, dal punto di vista della minoranza, meritavano un passaggio consiliare con un'adeguata e approfondita discussione. Invece, del tutto inopinatamente, il 7 marzo scorso abbiamo ricevuto una nota a firma del presidente del Consiglio comunale, Davide Grimaldi, che in primo luogo ci comunicava l'intenzione di tenere il consiglio il 17 marzo, l'ultima data possibile ovviamente, dopodiché ci invitava a 'specificare le problematiche a cui si fa riferimento nei punti 2 e 3'" - racconta Morabito - "Intanto, ci tocca osservare che la data e l'ora del Consiglio dovevano essere fissate dalla conferenza dei capigruppo che, invece, non si è tenuta".
"Sostenere, come è stato fatto in consiglio che 'era sufficiente che la seduta si svolgesse entro 20 giorni dalla richiesta' è evidentemente una giustificazione del tutto inconsistente" - sottolinea il consigliere comunale di minoranza - "La seduta poteva essere svolta in uno qualunque dei 20 giorni successivi alla richiesta e, ripetiamo, l'unico 'soggetto' abilitato a fare questa scelta era la conferenza dei capigruppo. Si tratta del primo di una serie di svarioni giuridici che sono stati commessi nell'occasione di cui trattiamo. Per quanto riguarda i 'chiarimenti' richiesti riguardo alle 'problematiche a cui si fa riferimento nei punti 2 e 3', lasciamo al lettore il compito di verificare cosa ci fosse da chiarire: semplicemente nulla! In ogni caso, il 7 marzo stesso rispondevamo via Pec che non c'era a nostro avviso nulla da chiarire, confermando il testo dell'ordine del giorno già proposto. A questo punto il presidente Grimaldi ha convocato il consiglio comunale per il 17 marzo, formando un ordine del giorno con cui si sono trasformati i cinque punti di discussione, da noi formalmente proposti, in tre 'interrogazioni', come dire che 'chiedo al salumiere prosciutto cotto e mi fornisce allegramente pancetta coppata'".
"Tralasciando l'accorpamento di due coppie di questioni in due punti singoli, sul quale si può discutere, per il resto è un evidente stravolgimento del senso dell'ordine del giorno da noi presentato, senza che tale operazione fosse supportata da alcuna norma o logica" - mette in risalto Morabito - "Poiché viviamo in uno stato di diritto e non nella 'repubblica delle banane', abbiamo deciso di partecipare al Consiglio con il solo scopo di riferire le nostre lagnanze sulle originali, si fa per dire, scelte dell'Amministrazione, abbandonando successivamente la seduta, che si era a quel punto trasformata in una farsa. Crediamo che chiunque legga questo nostro scritto avrebbe fatto la stessa cosa, davanti a un comportamento irrispettoso, nei nostri confronti e nei confronti della legge, e a dir poco ottuso e incomprensibile".
"Nei pochi minuti in cui siamo rimasti in aula abbiamo sentito di tutto. Il segretario comunale, arrampicandosi evidentemente sugli specchi, ci ha, in modo dotto, efficace e imparziale illustrato un'originale tesi secondo cui la nostra richiesta sarebbe stata 'irricevibile' e che l'ordine del giorno che avevamo presentato risultava non inquadrabile in una delle categorie che consentono una discussione consiliare" - dichiara Morabito - "Ci permettiamo di osservare che se la richiesta fosse stata veramente 'irricevibile', il presidente del Consiglio, e il Segretario che evidentemente ha supportato questa risibile tesi, avrebbe dovuto non dar luogo ad alcuna convocazione, che a questo punto sarebbe stata illegittima, assumendosi la responsabilità di farlo. Poco cambia se il termine irricevibile utilizzato dal primo dirigente del Comune sia stato utilizzato in modo tecnicamente improprio, forse il segretario voleva dire 'improcedibile' e, bontà sua, ha usato un termine 'terra terra' davanti a un consesso che riteneva forse non troppo qualificato".
"Per quanto concerne, invece, la qualificazione giuridica dei punti che avevamo proposto, vi invitiamo a leggerli" - afferma Morabito - "Persino un gruppo di persone non troppo qualificato non avrebbe avuto alcun dubbio a comprendere il senso delle questioni che avevamo cercato di portare in discussione. Una cosa è certa nessuno, né il presidente men che meno il segretario, poteva sostituirsi ai consiglieri di minoranza, formulando 'interrogazioni' non richieste e stravolgendo completamente il senso della discussione che si sarebbe dovuta svolgere".
"Siamo curiosi di conoscere cosa sia rimasto di scritto della divertente discussione a cui abbiamo assistito nei pochi minuti di partecipazione al Consiglio e, pertanto, chiederemo formalmente il verbale della seduta che senz'altro il segretario comunale ha redatto, non tralasciando, almeno speriamo, di riportare le divertenti tesi anche da lui sostenute" - conclude Morabito - "Sarà nostra cura, dopo aver letto gli atti, investire del problema i soggetti che possono dare una risposta definitiva, seria e veramente imparziale alle questioni di cui abbiamo riferito oggi".