Qualcuno comincia ad alzare la voce per svegliare i responsabili (tecnici e politici) dal torpore: il Ministro francese dei trasporti Jean Baptiste Djebbari ha preso carta e penna per scrivere al proprio omologo italiano, Enrico Giovannini, per sollecitare un intervento che acceleri le procedure per riaprire il tunnel veicolare del Col di Tenda anche prima della data fissata, che è quella del mese di ottobre 2023.
Una lettera cortese nella forma, ma dura nella sostanza che trova ampia giustificazione nel protocollo sottoscritto tra i due Stati e che è parte integrante del Trattato del Quirinale che specificatamente si occupa del Tunnel del Tenda.
Si chiede al governo italiano il sostegno perché “Si studino tutte le possibili soluzioni per l'ottimizzazione del calendario senza pregiudicare la qualità del progetto”.
L’Anas viene sollecitata ad “accelerare il completamento degli studi e di approvarli senza indugio”. Anche un suggerimento, che pare di buon senso, quello di “concentrare le risorse di perforazione sul nuovo tunnel, con due grandi fronti, rispettivamente italiano e francese”. In ogni caso la data di ottobre 2023 pare una prospettiva troppo lunga rispetto all’urgenza di riaprire il traffico veicolare tra Italia e Francia attraverso la Valle Roya, di qui la lettera al ministro italiano perché intervenga. Anche se siamo, quasi, in inverno e qualcuno è andato in letargo, dal ministro francese dei trasporti giunge, finalmente, la sollecitazione a svegliarsi.
Non è la prima volta che, da oltre confine, arriva una strigliata al nostro paese, in relazione alla viabilità della Val Roya. Nel settembre scorso, infatti, durante un incontro tra i sindaci a Ventimiglia, il primo cittadino di Tenda bacchettò duramente le istituzioni italiane per i ritardi relativi alla sistemazione della galleria tra la frazione di Trucco e Airole, senza contare il tratto di strada limitrofo, caduto nel fiume durante la tempesta Alex.
"Hanno costruito il tunnel sotto la manica in 10 anni - disse il Sindaco di Tenda - e ad Airole la galleria è oggetto di lavori da 3. In un anno la parte francese della strada è stata quasi completamente sistemata mentre quel poco di danni nella parte italiana non ancora". Parole dure, quelle del primo cittadino francese che oggi hanno trovato eco dal Ministro dei Trasporti transalpino, per i problemi del tunnel sul Tenda.














