"Abbiamo provato in questi mesi a portare l’amministrazione comunale sanremese sulla retta via, ma ci siamo trovati di fronte a un muro di gomma e dopo il fallimento della fase volta alla conciliazione, incontro in Prefettura compreso, non ci restava che rivolgerci alla giustizia. Quindi porteremo il comune di Sanremo davanti al tribunale del Lavoro con un ricorso unico. Un ricorso sottoscritto da nove dipendenti, praticamente tutti al netto di tre posizioni prossimi alla pensione". A parlare così è l'avvocato Mauro Gradi che insieme ai legali Massimiliano Aloi e Giuliano Pennisi, tutti e tre del foro di Genova, assistono i dipendenti di Casa Serena, la casa di riposo di proprietà del Comune matuziano prossima alla vendita ai privati.
Le interviste agli avvocati Aloi e Gradi
Non si ferma, infatti, la battaglia dei dipendenti che adesso si rivolgeranno alla giustizia per veder tutelati i propri diritti. "Siamo qui non per caso, spiega il legale, ma perché siamo stati indotti dalle scelte dell’amministrazione comunale sanremese su casa Serena e i suoi dipendenti, tutti dipendenti comunali. La scelta di vendere non una, ma la casa di riposo del comune di Sanremo è una scelta ingiustificata oltre che incomprensibile. Incomprensibile perché un comune importante come quello di Sanremo ha tra i suoi compiti fondamentali quello dell’assistenza agli anziani. È una scelta ingiustificata, continua l'avvocato, poiché Sanremo non ha problemi di bilancio anzi ha un avanzo di bilancio intorno ai 15 milioni di euro e se alienare a privati la grande casa di riposo comunale sanremese è una scelta incomprensibile e ingiustificata, la conseguente scelta di lasciare i suoi dipendenti, dipendenti comunali, al loro destino è una scelta profondamente ingiusta e lesiva dei diritti dei lavoratori perché così destinati a passare dallo status di dipendenti comunali, quindi dipendenti pubblici, a quello ben diverso e meno tutelato di dipendenti di privati".
Il ricorso dei dipendenti è stato depositato in queste ore al Tribunale del Lavoro di Imperia e quindi prima dell’apertura delle buste fissata per domani. L'obiettivo principale è uno ed è importante: la tutela dello status di dipendente pubblico per i lavoratori comunali di Casa Serena. "La scelta di portare il comune davanti al tribunale del lavoro è stata necessaria e doverosa, prosegue il legale Gradi. Vogliamo essere ottimisti e auspichiamo ad un ripensamento da parte del comune sanremese, ancor prima della pronuncia del giudice del lavoro, e in queste ultime ore abbiamo segnali che ci confortano in questa direzione".
A spiegare poi, nel dettaglio l'iter della vicenda è stato l'avvocato Aloi il quale ha ricordato come il sette gennaio scorso si è svolto un incontro con il sindaco Biancheri, gli assessori e il segretario generale. "Dopo questo incontro auspicavamo che qualcosa si muovesse. Qualcosa si è mosso, ha sottolineato il legale, ma non abbastanza perché durante questo incontro il comune aveva assunto una posizione di assoluta rigidità fondata su un presupposto assolutamente falso ossia a fronte della cessione di Casa Serena fosse obbligatorio, e non ci fosse quindi alternativa, trasferire tutto il personale al gestore privato. Questo non era vero in modo talmente evidente perché il comune a fronte delle nostre pressioni e delle organizzazioni sindacali, le quali non vanno dimenticate in merito a questa vicenda, si è visto costretto a chiedere alla Corte dei Conti di Genova un parere la quale poi ha dato un parere in linea con quello che sostenevamo noi e cioè che in ipotesi di questa genere non è assolutamente obbligatorio e vincolante il passaggio del personale perché il comune può valutare un’eventuale ricollocazione del personale al proprio interno o comunque all’interno di altre amministrazioni attraverso eventuali procedure".
"Qui però ci si è fermati, sottolinea il legale. Il comune ha ritenuto che non ci siano le condizioni per tenere presso l'ente questo personale. Si sono fatti altri tentativi in Prefettura, incontri sindacali, lettere da parte di noi avvocati un cui abbiamo cercato di sensibilizzare il comune questo per dire che non è che il giorno dopo siamo in andati in giudizio. Le abbiamo provate tutte poiché siamo consapevoli che certe questioni, anche di un certo impatto sociale, sia forse meglio risolverle al di fuori delle aule dei tribunali. Siamo arrivati a questo punto e nove dipendenti hanno fatto ricorso depositato il 17 agosto ed è già incardinato presso il Tribunale di Imperia e a giorni il giudice fisserà l’udienza".
Nel ricorso i legali chiedono quindi che i dipendenti di Casa sSerena restino dipendenti pubblici i quali hanno una propria regolamentazione rispetto a quelli privati e hanno maggiori tutele. "A fronte di questo diritto che noi rivendichiamo, spiega l'avvocato Aloi, chiediamo anche che il comune sia dichiarato tenuto a ricollocare, in presenza delle condizioni, queste persone al suo interno o comunque favorendo il processo di mobilità che il comune stesso va detto ha sempre ostacolato negli ultimi mesi. La gran parte dei dipendenti che oggi fanno causa hanno in passato chiesto di poter accedere a forme di mobilità. E si badi bene non è che il comune ha detto 'te la respingo perché non ci sono posti o non posso ricollocarvi', ha sempre detto un 'no' immotivato oppure che visto la fase di cessione di Casa Serena non potevano accogliere questa richiesta"




















