In casa Ospedaletti è stato celebrato l'addio al calcio giocato di bomber Paolo Lamberti, una carriera giocata ad altissimi livelli e dopo molte stagioni al Ventimiglia in quest'annata, prima di appendere le scarpette al chiodo, ha deciso di chiudere in maglia orange: ecco le dichiarazioni dell'attaccante il giorno dopo la divisione di posta contro l'Arenzano che ha visto il bomber andare in rete con una splendida realizzazione, con un futuro prossimo nel settore giovanile orange.
Paolo Lamberti, l'eterno bomber della provincia d'Imperia: hai deciso di lasciare il calcio, ma avrai ripensamenti? "No, non avrò ripensamenti gli ultimi anni ho iniziato a sentire il peso delle "primavere" e alla soglia dei 42 anni penso sia giusto dire basta".
Hai un ricordo particolare positivo e uno negativo della tua carriera calcistica? "Ho avuto la fortuna in carriera di giocare spesso in squadre che lottavano per il vertice e ho mille ricordi positivi ogni campionato vinto ogni Coppa Liguria vinta, ogni play-off vinto mi hanno lasciato ricordi indelebili nella mia mente. Il più brutto è stato sicuramente la partita che ho giocato dopo la morte di mia mamma, non incrociare il suo sguardo come accadeva sempre a fine partita mi ha dato una tristezza tale che è una cosa che non si può spiegare a parole..."
Luigi Cichero è l'allenatore che ti ha dato di più in carriera? "Da Cichero che è stato il primo a Biffi che è stato l'ultimo ogni mister mi ha dato qualcosa che porterò sempre dentro. Certo che Luigi mi ha insegnato già da quando mi ha fatto esordire a Cuneo a 17 anni, un modo professionale di approcciare il calcio. Lui in quello è stato un pioniere è il suo insegnamento l'ho portato con me per tutta la carriera".
In futuro c'è un'idea che potresti intraprendere la carriera da allenatore? "Il futuro? Lavorerò sicuramente per l'Ospedaletti, con la società c'è una profonda stima reciproca. Il mio impegno sarà soprattutto per il settore giovanile dove il mio amico Josè Espinal sta facendo un gran lavoro".
Hai chiuso la carriera con la maglia dell'Ospedaletti: come giudichi la tua ultima stagione? "Giudico l'ultima stagione positiva, non potevo chiedere di più e ringrazio mister società e compagni per il magnifico tributo che mi hanno dato ieri. E' stata la fine che ho sempre sognato. L'unico rammarico è che oltre la mamma ad inizio campionato ho perso il papà, ma sono sicuro che ieri erano lassù felici a piangere insieme a me di gioia".














