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Tennis | 12 settembre 2015, 13:18

Tennis Sanremo: prosegue il lavoro del Direttore Tecnico Diego Nargiso, ecco i due nuovi campi 'green set'

“Molti giovani stanno facendo bene e ne abbiamo due su tutti, come Gianluca Mager ed Andrea Basso, che sono tra i 10 migliori giovani seguiti dalla Federazione".

Tennis Sanremo: prosegue il lavoro del Direttore Tecnico Diego Nargiso, ecco i due nuovi campi 'green set'

Prosegue il lavoro di Diego Nargiso, ex campione di tennis ed azzurro di Davis, al Ct Sanremo di corso Matuzia, in un progetto per la creazione di un vivaio con giovani che hanno voglia di divertirsi ed imparare lo sport della racchetta, per raggiungere traguardi prestigiosi.

Il Direttore Tecnico della scuola tennis del circolo è stato da poco chiamato dal presidente Riccardo Civarolo ed ha iniziato il lavoro con i giovani del Ct Sanremo. Stanno già arrivando interessanti risultati, seguendo il trend degli atleti italiani che, negli ultimi tempi si stanno imponendo alle platee mondiali: “Credo che i risultati si vedano dopo aver seminato. La Federazione e tutto il movimento ha avuto un grande sviluppo negli ultimi 10/15 anni e, oltre agli ottimi risultati di Fognini e Seppi, ieri abbiamo vissuto la grande soddisfazione del raggiungimento della finale degli Us Open per Flavia Pennetta e Roberta Vinci”.

E tra i giovani di Sanremo ci sono alcuni che possono ambire a risultati di prestigio? “Molti giovani stanno facendo bene e ne abbiamo due su tutti, come Gianluca Mager ed Andrea Basso, che sono tra i 10 migliori giovani seguiti dalla Federazione. Stanno facendo la loro esperienza come altri ragazzi ancora più giovani. Personalmente faccio molta attenzione anche ai bambini della pre-agonistica, da crescere e far fare tornei e gare a squadre. Il tennis deve essere giocato con armonia e passione”.

Questa mattina abbiamo anche visto i due campi ‘green set’ (nelle foto) in sintetico, lo stesso che si trova proprio agli Us Open ma anche agli Australian Open: “I ragazzi devono abituarsi a giocare anche sulle superfici veloci. Non disdegniamo la tradizione e la terra ma, fin da bambino bisogna imparare ad usare le superfici veloci. Queste, comunque, sono state rallentate parecchio ed il rimbalzo assomiglia molto a quello della terra rossa”.

Carlo Alessi

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