Per chiudere il racconto trasversale di questo Festival nella serata finale ci sarà anche Daniel Harding. E’ il secondo affiancamento della musica pop con la musica classica di questa edizione: giovedì era stata la giovane pianista Leonora Armellini a calcare il palco dell’Ariston. Questa sera sarà la volta del Maestro Daniel Harding, talentuoso maestro d’orchestra di origini britanniche, chiamato a Sanremo per celebrare il bicentenario della nascita di due grandi compositori, Giuseppe Verdi e Richard Wagner i quali non sono in conflitto tra loro, spiega Harding in conferenza stampa al Roof dell’Ariston riferendosi alla querelle tra i sostenitori dell’uno o dell’altro riesplosa recentemente in occasione dell’inaugurazione della stagione lirica della Scala: "La grande musica è grande musica, e trovo giusto ed importante che si prenda posizione tifando per l’uno o per l’altro perché ciò significa interessarsene”.
Sulla commistione tra la musica d’arte e il Pop il Maestro non ha dubbi: “E’ una finta controversia, la musica è musica e bisogna solo capire quella di cui si ha bisogno in determinati momenti”. Poi scherza sulla sua partecipazione di questa sera e sul fatto che gli orchestrali sono appollaiati in alto alla scenografia: “Meno male che dovrò dirigere solo per 2 o 3 minuti sennò mi verrebbe il torcicollo”.
Harding dirige abitualmente alcune tra le più importanti orchestre al mondo, tra cui la London Symphony Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra, i Wiener Philarmoniker, i Berliner Philarmoniker, oltre all'Orchestra Staatskapelle di Dresda, al Gewandhausorchester di Lipsia e all'Orchestra Filarmonica della Scala. Proprio nello scorso mese ha diretto Flastaff al Teatro alla Scala di Milano, che lo ospita regolarmente in qualità di direttore sia per il repertorio operistico che per quello sinfonico.